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La fisionomia attuale

Oggi, l'Orto Botanico continua a vivere accanto all'antico Giardino Ducale (Giardino Pubblico) collegato ad esso per mezzo di un grande cancello. Nonostante una dannosa variazione perimetrale avvenuta verso la metà dell'ultimo secolo, che gli ha sottratto il settore più meridionale del Parterre, alterandone l'originaria e armonica struttura, l'Orto modenese conserva intatta la sua importanza storica e culturale.

Nella parte sud, prospiciente le Serre Ducali, prevale la struttura ad aiuole, disposte a raggiera intorno alla vasca centrale, che costituiscono il "Sistema" (anticamente chiamato "Parterre - Scuola"). Esso ospita una collezione di piante erbacee ed arbustive, fonte principale di approvvigionamento dei semi per gli scambi.

La Vasca settecentesca, collocata al centro dell'antico Parterre, era caduta in disuso alcuni decenni fa e venne completamente riempita di terra, per essere ripristinata nella seconda metà degli anni '80. In prossimità del Giardino Pubblico comunale (ex Giardino Ducale), è stata costruita recentemente una serra polifunzionale, dedicata alla coltivazione delle piante succulente nella sua parte principale, mentre i due settori più piccoli sono destinati alle semine e alla coltivazione di piante per studi citomorfologici.

Il complesso edilizio più importante dell'Orto è costituito dalle Serre Ducali, affacciate sul Sistema e unite tra loro dal Museo Erbario.

Nell'area dell'Orto a settentrione dell'edificio è ubicata la cosiddetta "Montagnola", che ospita essenze arboree ed arbustive, esotiche e nostrane, di notevole interesse botanico. Sulla "Montagnola" e nell'area pianeggiante ad essa limitrofa, si sviluppa il nucleo più importante dell'arboreto. Le aree pianeggianti dell'Orto Botanico, a parte le superfici occupate dal "Sistema", dalle Serre e dall'edificio principale, sono per la maggior parte organizzate in aiuole irregolari e di diversa grandezza, delimitate da vialetti in ghiaia e da antichi marciapiedi in pietra.

In una zona pianeggiante ben visibile dall'esterno è stato recentemente allestito un "fossato didattico", esemplificativo di questi biotopi rurali oggi minacciati di estinzione, nel quale vengono via via introdotte specie idro/igrofille di interesse locale. Sui numerosi marciapiedi in pietra trovano alloggio, nel periodo primaverile estivo, le piante in vaso, che appartengono alle collezioni tradizionali dell'Orto modenese. Le linee seguite attualmente nel riassetto museologico/scientifico delle collezioni e delle strutture espositive conducono ad una progressiva sostituzione delle tecniche di vaso-coltura con tecniche di coltivazione permanente "a dimora", che inseriscono anche gli esemplari di piante esotiche in "ricostruzioni ambientali" esemplificative, notoriamente più efficaci dal punto di vista didattico.

Tuttavia, queste nuove tendenze espositive non vogliono cancellare il significato delle grandi piante in vaso, collocate una dopo l'altra sui vecchi marciapiedi in pietra, secondo le tradizioni del passato. Percorrendo gli antichi sentieri tra i vasi e le grandi piante arboree riaffiorano tradizioni collezionistiche e ottocentesche influenze rinascimentali, che portarono alla ricerca del "bello" e dell'esotico", secondo concezioni "estetiche" e non più soltanto "utilitaristiche". Significativo è in proposito il racconto di Giovanni dè Brignoli (1846), che in memoria di Francesco IV, scriveva: "...e giunto appena ch'Ei fu, mi presentai alla sua carrozza per ossequiarlo, ma dopo avermi detto alcune cose graziose, allargò le gambe, e mi fece vedere una cassetta piena di piante fiorite ch'Ei portava seco da Vienna stando per esse in incomoda positura...".

DD 01/01/1999

 

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