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Cenni storici

L'Orto Botanico di Modena fu costituito nel 1758, per volontà del Duca Francesco III d'Este, il quale dispose che una parte del Giardino Ducale fosse destinata alla "dimostrazione" delle piante medicinali. Nel 1765 si stabilì una "Cattedra Pubblica di Botanica a vantaggio della Facoltà Medica e dell'Arte Aromataria", istituendo un compenso di 24 zecchini gigliati annui al Dottor Gaetano Rossi ed ai suoi successori. (Vecchi, 1960). Iniziarono poi le pratiche per la costruzione di una "stufa", che consentì l'introduzione di piante esotiche accanto a quelle coltivate precedentemente, su progetto dello stesso Rossi affiancato dall'ingegnere di Corte, Pietro Termanini.

Nel 1772, con la Grande Riforma Universitaria voluta da Francesco III, l'Orto Botanico passò sotto la giurisdizione dell'Università. Nello stesso anno, su disegno dell'Architetto Giuseppe Maria Soli, "vennero determinate le aiuole destinate alla coltivazione delle piante officinali e fu compiuto lo scavo d'una ampia vasca nella regione situata verso mezzodì" (A.S.Mo: Archivio per materia: Storia naturale 1642-1860, filza n.4639-91), che doveva servire per l'irrigazione e per ospitare la flora acquatica (Mor & Di Pietro, 1975). 
Dal 1772, con la Riforma Universitaria, la Botanica conquistò fisionomia propria come scienza, e la Docenza venne affidata al Prof. Roberto Francesco De Laugier, chiamato da Vienna, mentre il Rossi, fondatore dell'Orto, veniva nominato "Dimostratore". Quest'ultimo mantenne la direzione dell'Orto fino al 1774.

Seguì, dal 1775, la direzione di Roberto Francesco De Laugier, che diede un deciso orientamento scientifico all'Orto, disponendo le piante secondo la classificazione di Tournefort e introducendo Musa, Coffea arabica, Phoenix dactilifera e altre specie dei paesi caldi (Bedoni, 1960, Mor & Di Pietro, 1975). Il Duca sottopose il progetto di riordino presentatogli dal De Laugier al parere di parecchie Università italiane e perfino all'Istituto di Francia, che gli dedicò addirittura una seduta. Successori di Laugier furono Giuseppe Maria Savani (1783), il figlio Francesco (1798).

Il soffio rivoluzionario importato dalle truppe francesi, che il 6 ottobre 1796 occuparono Modena, minò profondamente l'organismo universitario (Bedoni, 1964). L'Università cambiò il suo nome in quello di Liceo e l'Orto ne risentì anche a livello organizzativo. Francesco Savani mantenne l'insegnamento della Botanica e assunse come Ispettore dell'Orto Giovanni Fabriani. Seguirono, per brevi periodi, Bonavventura Corti (1808-1809), che unì la Cattedra di Botanica a quella di Agraria e Marc'Antonio Tamburini (1810- 1812). La direzione di Filippo Re (1814 1817) diede un nuovo impulso edilizio e nelle collezioni, con l'acquisto tutte le piante del ricco Orto del Conte Cattaneo di Novara. A questi successe Giovanni Dè Brignoli di Brunnhoff (1818 1855), che incrementò in modo sostanziale le collezioni e fece costruire la parte centrale tra le due serre istituendo il Museo Botanico. Il Duca Francesco IV, procurò all'Orto un giardiniere diplomato nelle Scuole di Berlino e Monaco: Carlo Susan, che per volontà del Brignoli fu mandato "a far pratica pel clima d'Italia nella Real Villa di Monza" (Brignoli, 1846) Al funzionamento dell'Orto si aggiunse intorno al 1820 l'istituzione di scambi con 126 Orti Botanici di tutto il mondo. A questo punto l'Orto era costituito nel pieno delle sue funzioni: con scambi, raccolte, donazioni ed acquisti il patrimonio di materiale botanico aumentava considerevolmente.

L'Erbario, iniziato da De Brignoli, ebbe sviluppo sotto la direzione di Ettore Celi (1856 1873), che fu anche autore di una "Guida al Parterre Scuola nell'Orto Botanico della Regia Università di Modena" (Celi, 1862). Nella prefazione di questo lavoro si legge: "Nel Parterre Scuola dell'Orto Botanico di Modena vi è un migliaio circa di specie distribuite in novantasei aiuole; tanto le aiuole che le piante sono notate con numeri, per mezzo dei quali è facile trovare nella presente guida il nome botanico di ciascuna pianta, seguito da quello dell'Autore che lo impose, dall'indicazione della durata e della patria. Le piante di questo Parterre sono disposte secondo il metodo naturale di De Candolle, e dalla Guida apparisce facilmente il posto che ciascuna di esse occupa nella Classazione medesima".

Nel 1874 la Cattedra di Botanica venne affidata al chimico Giuseppe Gibelli, che lasciò in eredità all'Orto la sua biblioteca e la sua raccolta di crittogame vascolari. Egli fu preceduto (1873-74) e seguito (1879-80) per brevi periodi da Giuseppe Manzini, poi assunse la direzione Romualdo Pirotta (1880 1883), al quale successe Antonio Mori, fino al 1901.

Dopo una breve direzione di Gino Cugini (1901 1902), la Cattedra fu di Giovanni Battista de Toni fino al 1924, che fece numerosi acquisti di materiale scientifico, libri e collezioni. Egli acquistò l'Erbario lichenologico del Dottor Francesco Baglietto, studioso genovese, per la somma di £.2000 (Tretiac & Dallai, 1989) collezione che insieme alle altre quivi esistenti, rende l'Erbario Lichenologico dell'Università di Modena uno dei più importanti erbari storici italiani. Successivamente, Augusto Béguinot (1924 1929) acquistò l'importante collezione privata dell'Erbario del Generale Vaccari (Vaccari, 1928) ed Emilio Chiovenda (1929 1935) arricchì le collezioni con campioni provenienti dall'Eritrea e dalla Somalia.

Seguirono Giorgio Negodi (1935 1970), Giannino Laudi (1970 1980) e Daria Bertolani Marchetti, (1981-1994). L'attività della Prof. Bertolani ed il suo impegno nel promuovere l'Orto Botanico è a tutti nota: a lei e ai suoi collaboratori si deve l'impostazione attuale dell'Orto Botanico di Modena e lo sviluppo scientifico/museale dell'ultimo decennio. Tali indirizzi, efficacemente potenziati ed integrati dalla direzione prima di Carlo del Prete e poi di Carla Alberta Accorsi, conferiscono all'Orto Modenese un ruolo attivo e propositivo nei progetti relativi allo sviluppo di codeste istituzioni.

DD 01/01/1999

 

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